Erasmus never ends

10 giu

Meno di un mese alla fine. E’ quel sogno chiamato Erasmus finirà.

Ma le persone e tutti quei bei momenti passati con loro non se ne andranno mai via. Mai e poi mai.

Resteranno nella mia testa e nel mio cuore. Per sempre.

Grazie Salamanca, grazie amici, grazie Erasmus.

La fine del mondo

7 apr

E’ angosciante osservare come in Italia per le strade, su facebook, nella mia università alla gente non interessi che il mondo stia totalmente crollando a pazzi: il Giappone radioattivo, la caduta economica di Grecia, Irlanda e Portogallo, le orde di immigrati che assaltano le coste occidentali, la disoccupazione a livelli assurdi, ecc..

Per fortuna che tra qualche mese torno nella bella e glamour città di Milano, dove tutti stanno bene e sono felici.

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Pazza era Digitale

28 dic

“Ma potrò ancora registrare le videocassette VHS con il decoder? E se si spegne?”

“A che cosa serve il digitale terreste?”

“Ma funziona il decoder?”

“Ci sono ancora dei decoder disponibili?” (con una montagna di decoder di fronte)

 

I veci muloni triestini i sta impazzindo da Euronics. L’era (prosperosa) del digitale terrestre ha invaso anche le loro case.

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Il medico.

9 dic

Hospital Universitario de Salamanca. Sensazioni pessime: orecchioni, malaria, qualche altra malattia suggerita da Bernardo? Entro nella stanza numero 2. Il medico, sui 30 anni, mi visita.

“Hai un’infezione batterica alla gola. Dovrai prendere degli antibiotici”

“Ma potrò bere allo stesso tempo? Perchè sapevo che quando si prendono gli antibiotici non si può bere e quindi nemmeno ubriacare”

Lui mi scruta. Sorride.

“Mira, ero in Erasmus in Italia, a Roma. Con questo antibiotico (augmentin plus) puoi bere quanto vuoi ma non esagerare perchè sennò sarai costretto ad andare in bagno tutto il tempo”

Salamanca!: mi segunda casa

25 nov

Mi chiedo il perchè di questo titolo, buttato lì forse un po’ a caso, forse un po’ maligno nei confronti di quella città lombarda che non mi ha catturato per niente, e non ne so spiegare bene il motivo. C’è però probabilmente una frase che rappresenta questa mia fantastica, fino ad ora, esperienza: un sorriso ritrovato.

Un sorriso che Milano mi aveva tolto in un anno di vita universitaria Ho ritrovato quella voglia di divertimi, di discutere su qualcosa di più che il ‘Grande Fratello’ o ‘Uomini e donne’, di dire stronzate con semplici amici che quell’odiosa fredda e superficiale città mi aveva tolto. Non che Trieste, i miei amici e la mia famiglia, non sia nel mio cuore ma la mia vita ora come ora è lontana dalla  città giuliana. Qua a Salamanca mi sento ogni giorno sempre più a casa; amici speciali, coinquilini fantastici, una città che respira ogni giorno festa ma anche di ‘sapere’, credo siano essenziali per farti sentire a casa. Può darsi veda Salamanca con gli occhi di un bambino appena arrivato nel paese dei balocchi perchè come erasmus mi è tutto nuovo, diverso, differente dal mio paese natale. Quesa città, questo paese in generale, mi hanno incantato, soprattutto per la gente. Gli spagnoli del mio corso chiusi e freddi con me al prinicipio, si sono rivelati poi delle persone fantastiche: ci ridi, ci scherzi e ci discuti.
Si sta rafforzando sempre di più in me l’idea che non ero io il problema di trovarmi poco bene a Milano ma è proprio Milano con i
suoi modi, con i suoi vizi ad essere una città, scusatemi, di ‘merda’ nel vero senso della parola: totalmente fredda e
superficiale, con poche cose da raccontare e da dire. Dove l’omossessualità è soltanto una moda e non un modo di essere.
Credo che una delle pochi ragioni che sia a salvare Milano da non  definirla del tutto una ‘città di merda’, ahimè, siano
Silvio Berlusconi con il suo impero mediatico ed economico e la moda di Armani e co..  Al ragion del quale la maggior parte degli stranieri che ho conosciuto qua mi hanno detto che l’hanno trovata una città orribile da tutti i punti di vista, tranne che per i negozi.
Qua in Spagna la gente è aperta, simpatica, alla mano e sicuramente con qualcosa di più da dire. Non mi è ancora capitato di
parlare, come ahimè è successo spesso con i miei compagni di corso milanesi, di chi è stato eliminato al ‘Grande Fratello’
nella puntata precedente o di com’è andato a finire quel fottutissimo reality. Cosa che potrebbe accomunare l’Italia, soprattutto Milano, alla Spagna è il calcio ma qua è vissuto in maniera totalmente differente. Non voglio sembrare come il solito giornalisto italiano che elogia gli stadi puliti e pullulanti di famiglie dell’inghilterra e della spagna, dove gli ultras sono una minoranza ristretta, ma è del tutto vero! Quando sono andato a Barcellona il clima era festoso, bello da vedere e da sentire senza ultras presuntuosi, cattivi che ti guardano come dei killer pronti a  pugnalarti alla schiena.

Calimocho a go-go a casa di amici, il Trivial Quiz del mercoledì, il giovedì posada,  il martedì solo irish-rover, il mercoledì ESN, il dar-del-tu ad ogni lezione al professore, le lezioni di pratica di filmografia, di fotografia e di radio sono solo alcuni degli appuntamenti a cui non verrei rinunciare e per i quali non ritornerei mai a Milano.
Questo potrebbe essere l’anno più bello della mia vita. Non lo so ancora, aspettiamo fino a luglio per dirlo. Quello che però posso già dire è che Salamanca è già più che mai nel mio cuore. Come potrei immaginare di scordarmi di Nicola e la collezione di camice?, di Baudouin e il suo impossibile nome da pronunciare, di Francesca e dei suoi ‘che dolce’ per ogni cosa, di Simone che sa tutte le lingue di questo mondo, di Hanna e il suo sempre ‘pensar positivo ed essere allegra’, di Aga e per il suo nuovo amore ovvero il Real Madrid, di Magda e la sua fotocamera che scatta foto orrende, di Emiliano e il suo inconfondibile accento uruguaiano, di Paco e il ‘dito in culo’, di Francesca Pizz e il suo ‘dolce’ accento da terrona, di Giovanna, di Alain, di Finn, di Niamh,di Sinead, di tutte le ragazze che ho amato e di tanti altri…

Salamanca, ecome qua.

18 ott

Dopo mesi di astinenza da questo blog Maxi ritornerà a scrivere per voi. Questa volta però non svelerò quello che si cela dietro la vera Milano ma quello che accade nella città in cui mi trovo per l’Erasmus, Salamanca.

 

A presto,

il vostro Maxi

Questa è (vera) Milano: IL PUNTO SISAL

5 giu

Sono al punto scommesse Sisal di Piazza 24 maggio per pagare il biglietto del treno Milano-Trieste.

Perché ogni qualvolta che entro in questo posto trovo solo meridionali che giocano d’azzardo?

Questa è (vera) Milano.

Questa è (vera) Milano: LA PALESTRA

1 giu

La palestra ’20 hours’ di Via Liguria è la regina degli stereotipi.

Perché trovo sempre almeno due neri che si pompano?

Questa è (vera) Milano.

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Questa è (vera) Milano

31 mag

Una donna dietro di me poggia una scatola di 34 preservativi sulla cassa del supermercato Esselunga di viale Cassalà. Mi giro e la guardo bene.  Osservo il suo aspetto (decisamente  ’elettrizzante’ per i miei ormoni) e la sua parlantina (decisamente ‘da scaricatrici di porto’ come si direbbe a Trieste).

E’ una prostituta.

Questa è (vera) Milano.

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Facebook Addicted

20 apr

Lezione di comunicazione pubblica – IULM

Un ragazzo di tendenze -beh-:

“…Senza Facebook vorrei morire…”

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